Gli effetti fisiologici della separazione
Prima di analizzare gli effetti della separazione sui figli, è importante sottolineare che la separazione non è un trauma, ma una ferita da trattare. Quello che bisogna trattare sono gli effetti fisiologici che ha la separazione sui figli. Questo significa che la separazione coniugale ha necessariamente delle ripercussioni sui figli; l’intensità e la durata delle ripercussioni sarà tanto più importante più la separazione è gestita in maniera conflittuale e disfunzionale. Se, invece, gli adulti riescono a separarsi in modo adeguato e funzionale, per il loro benessere e quello dei figli, assisteremo a delle conseguenze fisiologiche che non comportano un malessere duraturo e di alta intensità.
Gli effetti della separazione sui figli sono collegati a:
- età dei figli
- livello di sviluppo in cui il bambino si trova durante la separazione
- legame instaurato con i genitori prima della separazione
- capacità dei genitori di pensarsi come co-genitori
Quello che è importante sottolineare è che, di fronte alla separazione coniugale è inevitabile che i bambini diano dei segnali di sofferenza e malessere, in quanto hanno bisogno di un tempo per:
- elaborare il lutto dell’immagine di famiglia.
- elaborare la perdita del genitore che si allontana.
- accettare il cambiamento che consegue la separazione.
La conseguenza fisiologica della separazione è la SOFFERENZA che i figli devono avere la possibilità e il diritto di esprimere. Questa sofferenza ha caratteristiche e manifestazioni diverse a seconda dell’età del figlio e non deve mai essere confusa con un sintomo. La sofferenza dei bambini, se accolta nel modo corretto, gli consente di rimanere all’interno di un processo di crescita. Se bloccata, non trattata, banalizzata o negata può dare vita ad un sintomo acuto.
- dai 3 ai 5 anni la sofferenza esprime la forma di una regressione evolutiva: i bambini tornano ad avere dei comportamenti tipici della fase di vita precedente, ad esempio fare la pipì a letto, rivolere il ciuccio o l’orsacchiotto da cui si erano staccati ecc.
- dai 6 ai 9 anni l’elemento centrale è la tristezza che i bambini devono avere il permesso di sentire e manifestare. La tristezza è dovuta alla perdita dell’immagine di famiglie e alla mancanza del genitore che è uscito di casa.
- dai 9 ai 12 anni è di fondamentale importanza il gruppo dei pari, possono comparire segnali di rabbia nei confronti del genitore affidatario. Possiamo assistere a reazioni somatiche (mal di testa, dolori di stomaco, peggioramento di situazioni cliniche già esistenti), atteggiamenti di distrazione e distacco dalla scuola, la tendenza a farsi carico delle preoccupazioni dei genitori.
- dai 13 ai 18 anni gli adolescenti hanno preoccupazioni di carattere economico (nella gran parte dei casi la separazione impoverisce), ci possono essere numerosi conflitti con il genitore con il quale vivono, con la tendenza a far ricadere la separazione solo su uno dei due, isolamento e ritiro dal mondo degli adulti.
Quello che è richiesto ai genitori è l’assunzione di quella responsabilità genitoriale che comporta l’essere in grado di tollerare il dolore nel “vedere mio figlio stare male per una decisione presa da me”. Solo in questo modo, il bambino si sentirà autorizzato ad esprimere i suoi sentimenti e il genitore si pone in una posizione up che è determinante nella crescita dei figli.
Situazioni problematiche per un figlio
Quelli appena elencati sono gli effetti fisiologici della separazione sui figli, ossia degli atteggiamenti sani e normali che mettono in atto i bambini e i ragazzi per segnalare la loro sofferenza e tristezza. Vi sono poi delle situazioni e degli atteggiamenti messi in atto dai genitori che possono produrre dei problemi o dei sintomi nei figli. Eccone alcuni:
- quando un genitore divide o riversa nel figlio la rabbia verso il coniuge.
- quando un genitore non riesce a soddisfare i bisogni dei figli perchè è troppo impegnato nel suo dolore o nelle sue esigenze.
- quando il genitore tratta il figlio come un adulto confidando in lui senza tenere conto del confine genitore-figlio.
- quando il figlio più grande è chiamato ad accudire quello più piccolo.
La cosa più grave che possa fare un genitore è aspettarsi che il figlio si schieri dalla sua parte, prendendo posizione contro l’altro genitore; per un figlio il problema più difficile non è quello di dover scegliere da che parte stare, ma essere posto nella condizione di dover scegliere. A questo si assiste nelle separazioni più critiche e conflittuali, dove i figli vengono triangolati tra i due genitori.
Tratto da l’effetto della separazione e del divorzio sui figli, A. Mattucci
Se come coppia avete deciso di separarvi e volete essere supportati in questo passaggio, è possibile fissare una prima consulenza di supporto alla separazione. Per ulteriori informazioni rispetto al percorso leggi qui. Ricevo a:
- Spinea presso la sede del Centro per la Famiglia in Viale Sanremo 41/a, loc. Villaggio dei Fiori (Ve).
- Marcon presso Istituto Veneto di Terapia Familiare in via della stazione 3/5, (Ve)