Quando nasce un bambino nascono anche i suoi genitori.
Quando richiedere una consulenza di sostegno alla genitorialità?
La consulenza di sostegno alla genitorialità è un percorso di prevenzione che i genitori decidono di attivare per essere supportati nella transizione alla genitorialità. Questo perché quando nasce un figlio, i partner assumono un nuovo ruolo, quello genitoriale, che porta con sé pensieri ed emozioni nuove, sicuramente di gioia, ma anche di preoccupazione e domande.
Un percorso sulla genitorialità può iniziare già in fase di pre-partum e continuare dopo la nascita del bambino. Lavorare sulla genitorialità significa lavorare con la normalità, occupandosi di un evento del ciclo di vita. In questo caso quindi non si ha a che fare con un disturbo o un sintomo della famiglia, ma si agisce in ottica preventiva affinché la transizione a questa nuova fase avvenga in maniera sana ed evolutiva.
Quali sono gli obiettivi della consulenza?
I principali obiettivi di un percorso di sostegno genitoriale sono:
- supportare i genitori nella costruzione di un nuovo assetto familiari, sostenendoli nell’assunzione di un nuovo ruolo. La coppia coniugale deve diventare, anche, coppia genitoriale.
- ascoltare dubbi e preoccupazioni dei genitori riguardo la relazione educativa.
- accompagnare la famiglia nei primi momenti di sviluppo del bambino.
- aiutare la coppia a relazionarsi con la famiglia di origine.
Come funziona il percorso?
Non c’è una regola fissa sulla distribuzione e sulla durata del percorso, dipende molto dagli obiettivi che hanno i genitori, quindi la consulenza viene creata “su misura” per quella famiglia. Sicuramente è indispensabile la presenza di mamma e papà. É possibile incontrarsi una o due volte al mese o dilatare gli appuntamenti in corrispondenze delle tappe di sviluppo del bambino. Generalmente si può continuare fino al compimento del 3° anno del bambino.
Il percorso può essere attivato in studio o a domicilio secondo la modalità Home Visiting. É molto indicato che gli appuntamenti avvengano a casa della famiglia, in modo che sia presente anche il bambino nel suo ambiente di vita quotidiana in modo che per il professionista sia più facile cogliere le dinamiche relazionali.
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