Le tecniche dello psicologo con approccio sistemico-relazionale aiutano lui e il paziente a comprendere meglio alcune dinamiche relazionali, alcuni vissuti e alcuni modelli di relazione familiare. L’utilizzo di queste tecbiche permette di aiutare l’individuo, la coppia o la famiglia a dare un senso alla sofferenza, a costruire nuovi significati e a sperimentare nuove modalità di funzionamento. Tra gli strumenti tipici di questo approccio i più noti e importanti sono:
1° tecnica: il genogramma storico-geografico (tratto da articolo Aldo Mattucci, ITFV)
Partendo dall’assunto che la possibilità di accedere alle esperienze delle generazioni precedenti è un passaggio obbligato per la crescita della persona, lo strumento più idoneo per compiere tale “viaggio di ritorno a casa” è il genogramma s.g. Si tratta di una tecnica utilizzata dallo psicologo nella clinica e nella formazione, che permette, attraverso il racconto, un accesso alla storia famigliare degli individui per almeno tre generazioni. Attraverso il racconto, il terapeuta e il paziente, che sia un individuo, una coppia o una famiglia, avrà modo di cogliere:
- come le famiglie connettono presente-passato e futuro
- in che modo si sono realizzati i legami più significativi (relazione tra coniugi, tra genitori, tra genitori e figli, tra fratelli, tra nonni e nipoti)
- il passaggio di valori e modelli
- come vengono tramandati i processi di attaccamento, di separazione e di perdita e il dolore nei passaggi fisiologici di crescita
Il genogramma permette, inoltre, alla persona di riconoscersi e di riconnettersi all’interno di un sistema più ampio, consente di attivare un processo di differenziazione del sé individuale, di relazionarsi nei rapporti più significativi con una diversa e più matura realizzazione del Sé, consente di sentirsi protagonisti attivi del proprio cambiamento. Infine, induce momenti di riflessione e la nascita di domande, consente di far emergere “buchi” o ricordi poco chiari. Può quindi essere intesa come la tecnica di partenza che permette alla persona di riconnettersi con la sua storia, incontrando familiari e facendo loro domande circa eventi poco comprensibili.
2° tecnica: il genogramma fotografico (tratto da articolo Aldo Mattucci, ITFV)
Si tratta di una tecnica che permette di raccogliere la storia di almeno tre generazioni attraverso l’utilizzo di 30 fotografie di famiglia. La raccolta delle foto è, per la persona, un momento significativo, in quanto le permette di fare una ricerca che spesso le riconduce in luoghi non più frequentati e soprattutto a riprendere contatti con familiari, a volte da anni, dimenticati. Gli obiettivi di questo strumento sono:
- Aiutare il paziente nella ricerca delle proprie origini attraverso l’uso di immagini
- Individuare modalità relazionali all’interno delle generazioni
- Agevolare la comprensione di modelli familiari
- Individuare le ragioni del legame di coppia
- Permettere alla generazione dei figli di comprendere e riconoscere i passaggi generazionali
3° tecnica: la scultura familiare
La tecnica della scultura familiare è stata introdotta da Virgini Satir negli anni 70 e permette di utilizzare il tempo e lo spazio, attraverso modalità analogiche e non verbali, per rappresentare simbolicamente le relazioni tra i membri della famiglia. L’obiettivo è quello di creare un’esperienza emozionale intensa che favorisca la capacità di sentire, ascoltare e di essere ascoltati, presupposti alla base per una trasformazione del sistema familiare. L’uso di tale registro espressivo e comunicativo permette di lasciar da parte la logica razionale e di dar voce ai livelli emotivi più profondi e inconsapevoli.
Nella pratica, il terapeuta chiede ad ogni membro della famiglia di far finta di essere uno scultore e di attuare una rappresentazione della propria famiglia attraverso la disposizione dei corpi nello spazio, la scelta delle posture e delle espressioni, la direzione degli sguardi.
Il tipo di scultura più utilizzata è quella del tempo (Onnis, 1994) in cui si chiede ad ogni membro della famiglia la rappresentazione del sistema familiare in tre fasi temporali specifiche: passato, presente e futuro.
4° tecnica: il collage
La tecnica del collage viene usata, prevalentemente, nella terapia di coppia. Si tratta di uno lavoro grafico, prodotto da ciascun partner, secondo specifiche indicazioni, che permette alla coppia di mettere in luce somiglianze, differenze, le aree di conflittualità, quanto si sente capito dall’altro ecc.. Permette, quindi, di tradurre visivamente l’idea di coppia e confrontarsi con quella dell’altro.
5° tecnica: il disegno congiunto della famiglia
La tecnica del disegno congiunto viene somministrata in diversi ambiti: clinico, giuridico e nella mediazione.
È una tecnica che viene utilizzata, come parte di un processo terapeutico più ampio, quando sono presenti dei bambini in età scolare e permette di analizzare e valutare le relazioni familiari attraverso l’analisi del disegno prodotto, dei processi decisionali e delle modalità relazionali messe in atto durante la realizzazione. Il disegno diventa poi la porta d’entrata per parlare con i bambini, per ampliare e dare un senso ad alcune dinamiche che si sono riscontrate durante la sua produzione. Il disegno è un metodo che permette di dar voce a ciò che a livello razionale non è del tutto consapevole e, quindi, offre una porta di entrata al sistema emotivo del bambino e della sua famiglia.
6° tecnica: l’oggetto metaforico
L’oggetto metaforico è una tecnica utilizzata, prevalentemente, in situazioni di perdita e lutto consente alle persone di mettersi o rimettersi in connessione e in relazione con qualcuno che ora non c’è più. È una tecnica che permette di chiudere o risolvere dei sospesi emotivi.
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