Quando e come presentare al figlio il nuovo partner è una questione tanto importante quanto delicata che un genitore separato, prima o poi si troverà ad affrontare. Tale passaggio deve essere gestito al meglio, secondo i tempi adeguati, altrimenti il rischio è che si creino dei malesseri e malumori che possono mettere seriamente a repentaglio la nuova famiglia.

Quando presentare il nuovo partner?

Prima di presentare il nuovo partner, il genitore lasciare al bambino il tempo di elaborare:

  • la perdita del genitore che si allontana
  • la perdita dell’immagine di famiglia
  • l’accettazione del cambiamento
  • l’integrazione della storia familiare con la formazione di un nuovo nucleo.

Se ci troviamo in presenza di un adolescente, vanno comunque rispettati i tempi e il fatto che il figlio sia più grande non deve giustificare il fatto di affrettare i tempi. Questo perchè l’adolescente è comunque un figlio che:

  • ha partecipato attivamente alle dinamiche conflittuali
  • ha creato una sua routine nella sua famiglia
  • sta crescendo e riorganizzando i suoi affetti e le sue relazioni

Quanto deve durare questa fase?

La durata di questa fase dipende da quanto tempo ci mette il genitore che è stato lasciato ad elaborare il lutto per la separazione. Il tempo sarà necessariamente più lungo di quello dell’altro genitore. Solo quando il genitore è pronto, lo sarà anche il figlio. Presentargli troppo presto il partner potrebbe innescare in lui dei sentimenti di vicinanza e alleanza con il genitore ferito, rimasto solo.

Inoltre, un altro aspetto da tenere in considerazione nella scelta delle tempistiche, è di fare questo passaggio quando si è certi che il nuovo legame ha una certa stabilità e consistenza. Il rischio se no potrebbe essere presentare ad un bambino una persona che dopo poco tempo non ci sarà già più.

Quando si decide di parlare al bambino bisogna farlo anche, se non lo si ha già fatto prima, con l’ex partner. Questo per evitare che il figlio porti dentro di lui un peso/segreto che non deve rivelare all’altro genitore.

Come presentare il nuovo partner?

Quando si pensa sia arrivato il momento opportuno, il nuovo partner va presentato per quello che è, ossia il nuovo compagno. Non è un amico, non è un collega. Una cosa assolutamente da evitare è che il genitore chieda al figlio l’approvazione per poter frequentare o stare insieme ad un’altra persona. Non è compito e responsabilità del figlio decidere questa cosa.

Se, inizialmente, il figlio avesse difficoltà ad accettare il nuovo partner, questo non è sinonimo di rifiuto della relazione. Bisogna lasciargli un tempo adeguato per intraprendere la nuova conoscenza e per aggiungere alla sua rete di relazioni anche questa nuova persona. Il rischio di imporre la presenza di una nuova persona, prima che i tempi siano maturi, può innescare nei figli dei meccanismi oppositivi così importanti e devastanti da portare al veloce fallimento del progetto di una nuova famiglia.

Quali i rischi per il nuovo partner ?

Il nuovo partner si muove tra due rischi:

  • da un lato quello di sostituirsi al genitore biologico
  • dall’altro quello di disinteressarsi completamente della vita del minore

Il nuovo compagno si sentirà autorizzato a svolgere delle funzioni materne o paterne e a far parte della vita del bambino solo se il genitore di quel bambino lo ha accettato e autorizzato. Questo avviene solo se, anche il nuovo partner ha riconosciuto quel genitore come il genitore. Questo vuol dire che ex coniuge e nuovo partner non devono mettere in atto meccanismi e atteggiamento di sfiducia, screditamento e rifiuto. Solo in questo modo il bambino potrà avere un legame e una relazione serena all’interno di una famiglia allargata.

Appare evidente che, affinchè avvengano tutti questi passaggi, è necessario un tempo non indifferente. Solitamente possiamo individuare intorno ai 3/4 anni un tempo consono affinchè si possa costituire una famiglia allargata.

Tratto da La sfida delle famiglie ricomposte, M. Vetere

Quando ci sono dei passaggi così delicati e importanti, piuttosto che fare errori, è utile che il genitore si confronti con un professionista per essere aiutato a gestire al meglio la relazione con il figlio. Sono disponibile per fissare un appuntamento. Ricevo a