Dopo la fine di una relazione occorre trovare un posto nel cuore dove poter riporre il proprio dolore, un cassetto che non va chiuso a chiave, ma piuttosto, che si può aprire e chiudere, spegnendo poi la luce e chiudendo la porta…. R. Emery
Perché un rapporto di coppia finisce?
I presupposti che stanno alla base di un rapporto duraturo nel tempo sono:
- desiderio erotico
- riconoscimento dell’ altro in quanto in quanto se stesso
- tollerare la sofferenza
- avere ideali condivisi e maturi
La fine della relazione di coppia coincide con la fine di un progetto condiviso e con il fallimento del patto coniugale. Nel momento in cui la coppia non riesce più ad essere utile, ossia a favorire la crescita di entrambi i partner e della relazione, può accadere che uno dei due o entrambi, decidano di porre fine alla relazione.
Quando la coppia non riesce a separarsi?
Quando una coppia si separa ognuno dei due partner è chiamato ad affrontare la prova della perdita del legame e deve riuscire ad elaborare il lutto che deriva dalla fine della relazione e del progetto condiviso, raggiungendo il divorzio psichico. Con questa espressione si intende la possibilità di accettare la separazione, di ritrovare una progettualità individuale e la fiducia nelle proprie capacità senza contare sulla presenza del coniuge. Il raggiungimento del divorzio psichico consente agli ex-coniugi di investire con consapevolezza sul proprio futuro e sviluppare nuovi progetti e nuove possibilità di vita.
Non tutte le coppie, però, riescono a raggiungere tale step e rimangono immerse nella sofferenza e nella rabbia per ciò che si è perso e per il torto che si sente di aver subito. Gli ex-coniugi rimangono così bloccati nella fase di protesta, in cui prevalenti sono le emozioni di rabbia, la percezione di ingiustizia per il danno subito e il desiderio di vendetta. In questo caso i partner cercano di mantenere in vita, in ogni modo, il legame nel tempo, seppur in forma disfunzionale.
Si instaura così quello che viene definito legame disperante, ossia una situazione in cui i partner mantengono in vita un rapporto, seppur distruttivo, perché spezzarlo comporterebbe un’angoscia intollerabile, in quanto troppo dolorosa. In questa situazione, il rapporto di coppia non può essere mantenuto, ma concluderlo sarebbe fonte di troppa angoscia. L’altro è considerato come il “male” a cui attribuire tutte le colpe e questo alimenta il desiderio di volerlo distruggere, da un punto di vista giuridico e psicologico. Ogni partner, quindi, non riesce a proiettarsi in una dimensione individuale che esuli dal conflitto e la rabbia prende il sopravvento sulla speranza e sul mantenimento del legame genitoriale, quando sono presenti dei figli.
La situazione diventa ancora più drammatica, infatti, quando la coppia ha dei figli. Quest’ultimi, infatti, saranno utilizzati come mezzo per colpire l’alto.
Una consulenza psicologica può aiutare, in questo caso, a superare la separazione in modo non conflittuale. Se hai bisogno di informazioni, contattami ai recapiti che trovi a questo link, ricevo su appuntamento a
- Spinea presso la sede del Centro per la Famiglia in Viale Sanremo 41/a, loc. Villaggio dei Fiori (Ve)
- Marcon presso Istituto Veneto di Terapia Familiare in via della stazione 3/5, (Ve)