Questa fase del ciclo di vita, quando i genitori sono nell’età di mezzo e i figli giovani adulti, è definita anche famiglia trampolino di lancio. Il figlio deve separarsi dai propri genitori e i genitori dai figli e dai loro genitori anziani. Questo presuppone una ridefinizione delle relazioni in modo evolutivo; un blocco in una parte del sistema può provocare un blocco nell’intero sistema famiglia.

La separazione psichica e fisica è fallimentare quando il confine e il rapporto tra genitori e figli è invischiato. Solo se i genitori trasmettono al figlio il sentimento che lo sentono e lo pensano capace di essere autonomo e riusciranno ad elaborare e superare positivamente il senso di solitudine derivante dal “nido vuoto”, sarà possibile la realizzazione di un processo di separazione evolutiva.

L’esito di questa fase dipende molto da come è stata gestita quella adolescenziale.

  • Se, durante l’adolescenza, il figlio ha avuto modo di sperimentarsi al di fuori della propria famiglia, è riuscito a costruire una propria identità, non ci saranno grosse difficoltà quando effettivamente uscirà di casa per costruire una propria famiglia e realizzarsi a livello professionale.
  • Se invece il processo di svincolo è stato bloccato, l’uscita del figlio potrà creare un grande squilibrio che potrebbe produrre una crisi familiare o nella coppia.

In questa fase, quindi, i genitori devono ridefinirsi come coppia, rafforzando il loro legame e avendo una progettualità comune, ora che il loro compito genitoriale non li impegna più come prima. Se i figli sentono che i genitori possono farcela anche da soli e hanno fiducia nelle loro capacità di essere autonomi, riusciranno con maggior facilità ad uscire di casa.

Genitori e figli dovranno distanziarsi mantenendo il legame. Come non è funzionale “restare a casa”, non lo è neanche “fuggire, di casa”, rompendo del tutto i rapporti con la famiglia d’origine.

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