Cos’è la fobia scolare?

La fobia scolare, così come tutti gli altri sintomi e malesseri a carico di un bambino, deve essere contestualizzata e analizzata in ottica relazionale, all’interno del sistema famiglia. Quindi le ipotesi sull’origine e il mantenimento della fobia scolare devono essere ricercate all’interno della famiglia. Prima di analizzare i possibili motivi di una fobia scolare, definiamo cosa si intende.

Con il termine fobia scolare si identifica uno stato di ansia e paura incontrollata che si manifesta con costanti tentativi di rifiuto da parte del bambino o dell’adolescente di frequentare regolarmente la scuola e/o di rimanere in classe per un giorno intero. Nella maggior parte dei casi, se il bambino rimane a casa, i sintomi scompaiono o sia attenuano, per ricomparire nel momento in cui deve ritornare a scuola. Spesso il bambino motiva il suo rifiuto con spiegazioni razionali come la cattiva relazione con l’insegnante o con i coetanei. In seguito, la fobia si giustifica da sè poichè il bambino ha paura di essere rimproverato dall’insegnante o di non essere alla pari con il programma  e di essere deriso dai compagni.

Possibili spiegazioni della fobia.

Di seguito vengono presentate delle possibili motivazioni alla fobia scolare:

  • Spesso per i genitori, in particolare per la madre, l’ingresso a scuola di un figlio può coincidere con la comparsa di vissuti depressivi. Se la madre, fino a quel momento ha trovato nel figlio la risposta prevalente ai suoi bisogni emotivi ed affettivi, potrebbe sviluppare un senso di vuoto nel vedere il figlio impegnato in attività scolastiche. Un bambino, che il più delle volte, è attento e sensibile ai bisogni dei genitori, percepisce il malessere della madre anche se non espresso direttamente. Potrebbe, quindi, sviluppare, una fobia scolare, ossia un rifiuto, quasi irrazionale, di andare a scuola.
  • Alcune volte la fobia può comparire in coincidenza della nascita di un fratello/sorella, per cui il bambino può provare sentimenti di competizione e gelosia verso la madre e rifiutarsi di lasciarla sola con il nuovo nato.
  • Nel caso di una coppia coniugale in crisi, il bambino può utilizzare la fobia scolare come strategia per non lasciare i genitori soli e “proteggerli” dall’agire una conflittualità più o meno elevata.
  • La fobia scolare può essere un esempio di incapacità della madre di reinvestire nella coppia coniugale i suoi bisogni affettivi.

In tutti questi casi, il bambino occupa un posto centrale di controllo e tutela dell’unità famigliare e, attraverso il suo sintomo, segnala che vi è un malessere a carico di uno o più membri del sistema famigliare.

Tratto da Dinamiche relazionali e ciclo di vita della famiglia, M.Togliatti

Se, come genitori, il vostro bambino sta presentando una fobia scolare o un altro sintomo, potete contattarmi per capirne insieme l’origine e il senso. Ricevo a: