Con il termine orientamento sessuale si intende quella bussola interiore che guida ogni individuo nella direzione sessuale ed affettiva. L’orientamento sessuale, tuttavia, non è da considerarsi in maniera dicotomica tra eterosessuale e omosessuale, ma lungo un continuum che dall’esclusiva eterosessualità si dispiega verso la totale omosessualità, passando attraverso a varie possibilità intermedie. Infatti, l’orientamento sessuale prevede un dinamismo con varie sfumature. L’orientamento sessuale, inoltre, è l’insieme di varie dimensioni: attrazione sessuale, comportamento sessuale, attrazione sentimentale (innamoramento), fantasie sessuali e autodefinizione. Queste dimensioni corrispondono ad una serie di domande che ogni individuo si pone, ossia “come mi definisco?, quale sesso mi attrae?, con chi ho rapporti sessuali?, di chi mi innamoro?, su chi ho fantasie sessuali?” Quindi, non è solo il comportamento sessuale indicativo della definizione che una persona attribuisce al proprio orientamento. Questo implica che una persona eterosessuale possa avere fantasie sessuali di tipo omo. Quindi, la definizione di sé come etero/omo/bisessuale può non coincidere con i comportamenti sessuali, così come l’attrazione sessuale può non corrispondere a quella romantica. Ci sono persone che si innamorano di persone di un sesso e provano attrazione sessuale per l’altro. Se, per la maggior parte delle persone, la direzione oggettuale è la stessa per l’attrazione, per il comportamento sessuale, per le fantasie e l’autodefinizione, per altre persone queste dimensioni possono non coincidere. Infine, l’orientamento sessuale può presentare dei cambiamenti durante l’arco della vita (M. Graglia, 2021, 83, 85, 86).
Le varianti dell’orientamento sessuale
(M. Graglia, 2021, 88, 89, 90, 91, 92)
- Omosessuale: viene definito dall’OMS come “una variante naturale dell’espressione sessuale” e l’esito di complesse interazioni tra fattori biologici e ambientali ancora non definite. Come l’eterosessualità, l’omosessualità non è una scelta, nessuno sceglie da chi essere attratto, ma sente una spinta verso un sesso piuttosto che l’altro. L’orientamento non si può modificare, si può diventare astinenti, ma non si possono mutare inclinazioni profonde. L’orientamento non può essere modificato da pressioni esterne, ma può presentare delle variazioni nel corso del tempo, indipendentemente dalla volontà del soggetto.
- Bisessuale: vi è un’attrazione sessuale verso le persone di entrambi i sessi. Può anche essere concepita come una dimensione della fluidità sessuale umana, che quindi appartiene a tutti come disposizione di base che poi possiamo sviluppare o meno.
- Asessuale: si tratta dell’assenza di attrazione sessuale. Alcune persone non hanno mai avvertito attrazione sessuale per un’altra persona, altre la vivono occasionalmente o con una persona in particolare, altre vivono attrazioni romantiche senza sessualità. L’assenza di interesse sessuale verso altre persone non è assenza di desiderio in generale . Vi sono persone che, pur definendosi asessuali, praticano autoerotismo . Quindi, non provare desiderio sessuale non significa, necessariamente, non avere attrazioni affettive e romantiche, ma sono persone non interessate ad avere rapporti sessuali. Secondo alcuni scienziati si tratterebbe di una variante dell’orientamento sessuale, secondo altri no, in quanto già la parola orientamento indica una direzione, che, nel caso dell’asessualità, è assente. L’asessualità deve essere infine, distinta dall’astinenza e dalle disfunzioni del desiderio sessuale. Il primo aspetto indica l’assenza di comportamento sessuale, il secondo aspetto indica un abbassamento del desiderio sessuale che compare da un certo punto della vita in poi ed è fonte di malessere per l’individuo. Le persone asessuali, invece, non soffrono per l’assenza dell’attrazione e l’eventuale disagio può nascere dal fatto di sentirsi diverso e per il giudizio sociale.
Lo sviluppo delle varianti dell’orientamento sessuale
(M. Graglia, 2021, 93, 94, 95, 96, 97)
Secondo le ricerche sullo sviluppo, i primi segnali dell’attrazione sessuale e affettiva compaiono tra l’infanzia e la prima adolescenza, sia per le persone etero ed omosessuali. C’è chi definisce in maniera veloce e netta la propria identità e orientamento, chi si interroga maggiormente e più a lungo. Ogni adolescente ha dei compiti evolutivi da raggiungere, le persone che non si riconoscono nella loro eterosessualità hanno dei compiti evolutivi ulteriori. Sentirsi diverso durante l’adolescenza può essere vissuto come una minaccia ed è presente la paura di essere rifiutati dai coetanei. Il gruppo dei pari, in questa fase di differenziazione dalla famiglia di origine, è molto importante, in quanto serve per fondare nuove appartenenze. Non è necessario che i discorsi sull’omosessualità siano connotati negativamente, basta che se ne parli perchè un ragazzo o una ragazza interiorizzino un messaggio negativo. Quindi tra i compiti evolutivi aggiuntivi vi sono:
- assegnazione di un valore positivo ad un orientamento che è stigmatizzato; l’adolescente deve rifondare la propria autostima confrontandosi con stereotipi e pregiudizi. L’orientamento sessuale diventa la lente con cui leggere tutto ciò che accade e gli adolescenti omosessuali sono a rischio di sviluppare un disagio psicosociale se non riescono ad attribuire al proprio orientamento un significato positivo.
- azione del coming out, ossia la rivelazione della propria omosessualità che implica la gestione del vissuto di pericolo al quale sono esposti quando si tratta di come dirlo e a chi dirlo.
Entrambi questi compiti aggiuntivi possono influenzare l’equilibrio psicosociale degli adolescenti. A ciò sia aggiunge la paura del rifiuto da parte dei genitori. Ad oggi, l’età del coming out è più precoce rispetto al passato, già a 14 anni, a volte prima, i ragazzi rivelano il proprio orientamento.
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Tratto da Le differenze di sesso, genere e orientamento, M. Graglia
Se come individuo o come famiglia state attraversando una fase critica rispetto alla tematica dell’orientamento sessuale, un percorso di sostegno individuale o familiare può essere utile per evitare che eventuali disagi diventino fonte di malessere cronico a carico dell’adolescente o dei suoi genitori. Ricevo a:
- Spinea presso la sede del Centro per la Famiglia in Viale Sanremo 41/a, loc. Villaggio dei Fiori (Ve)
- Marcon presso Istituto Veneto di Terapia Familiare in via della stazione 3/5, (Ve)