Bisogna parlare della morte ai bambini. Non ho mai visto un bambino turbarsi di fronte alla morte. Ciò che lo turba è solo il contatto con l’ansia di chi sopravvive.

M. Bowen

Perchè è importante spiegare ad un bambino che qualcuno non c’è più?

Parlare della morte ai bambini è, per l’adulto, sicuramente difficile, ma è un passaggio più faticoso per l’adulto, che doloroso per il bambino. Bisogna, però, tenere presente che già a partire dai due-tre anni il bambino inizia a presentare curiosità e timori verso la morte. Dopo i quattro anni, il concetto di morte diventa più realistico, anche se la morte viene percepita come una separazione temporanea. Bisogna aspettare i sette anni affinchè nel bambino si sviluppi il concetto di irreversibilità dell’evento e, quindi, percepiscano la morte come evento definitivo. Solo allora, saranno in grado di attribuirle il carattere di un evento universale e inevitabile.

Nonostante ci voglia del tempo per arrivare alla maturazione rispetto al concetto i morte, i bambini sono perfettamente in grado, fin da piccolissimi, di percepire ed interpretare i sentimenti e le emozioni degli adulti. Colgono la manifestazione del dolore e della sofferenza.

Spesso, però, i bambini vengono estromessi dalle dinamiche e dalle emozioni connesse alla perdita. I genitori hanno l’errata convinzione che il bambino “non capirebbe”, “soffrirebbe troppo” o “rimarrebbe scosso per sempre”. Per questo motivo, pensando di proteggerli dal dolore, i genitori escludono i bambini da questa vicenda familiare. Viene evitato loro di entrare in contatto con la persona che è in fin di vita, come anche la possibilità di partecipare ai funerali. In questo modo, però, non si aiutano i bambini a comprendere il senso della vita e il fatto che la morte sia un evento che fa parte della vita di tutti noi. Non rendere i bambini partecipi significa attivare una pratica disfunzionale per i suoi processi di crescita e di conoscenza dei legami familiari.

Inoltre, non parlare ai bambini o addirittura mentirgli, scatenerebbe in loro una serie di pensieri e di fantasie errate, magari peggiori della realtà stessa. Il silenzio dell’adulto, può solo che aumentare il vuoto che lui già sente.

Come parlare ai bambini della morte?

Con i bambini quindi, bisogna essere sinceri e autentici, raccontare la verità  calibrando le parole a seconda dell’età del bambino e del suo livello di maturazione cognitiva ed emotiva. Bisogna aiutare il bambino a collocare l’evento in una prospettiva di vita, evitando che in lui si creino fraintendimenti o “fantasmi di morte” che, a lungo termine, potrebbero rivelarsi dannosi. Il genitore deve essere disponibile ad accogliere le domande del bambino, tenendo a mente che “se un bambino chiede, è pronto per sapere”, e rispondergli in maniera sincera, senza trattenere le lacrime o la sofferenza. Dopo aver parlato al bambino, bisogna garantirgli il tempo necessario per elaborare quello che è successo.

L’importanza di esprimere le emozioni

È molto importante che i bambini vedano l’espressione, anche intensa, delle emozioni dei genitori legate al dolore per la perdita. Si tratta di un’esperienza empatica molto utile che, accompagnata ad una contestualizzazione dell’evento, serve al bambino per comprendere le emozioni e condividerle insieme con l’adulto che diventa il suo “contenitore emotivo”. Se l’adulto non assume questa funzione, il bambino si troverebbe a dover gestire da solo, emozioni intense, senza avere la possibilità di collegarle ad un evento specifico.  Bisogna tenere presente, che i bambini esprimono le emozioni in maniera diversa dall’adulto. In particolare, essi non riescono a mantenere lo stesso livello di intensità emotiva per lunghi periodi, ma sono più discontinui. Possono passare in maniera repentina a stati di dolore o rabbia a momenti in cui sembrano indifferenti o, addirittura, felici. Aiutare un bambino ad esprimere le sue emozioni, evita che egli debba ricorrere alla somatizzazione (mal di pancia, mal di testa, enuresi ecc..) per esprimere il suo disagio.

Come accompagnare un bambino al funerale?

Un gesto importante è lasciare il bambino libero di decidere se partecipare o meno al funerale. Deve essere una sua libera scelta. Nel caso il bambino voglia essere presente, l’adulto dovrà anticipargli come si svolgerà l’evento. Assistendo alla cerimonia, il bambino potrà “seppellire” i suoi fantasmi relativi alla morte. Inoltre, è opportuno accompagnare il bambino a visitare coloro che stanno per morire, in modo che possa imparare a conoscere il concetto di malattia e le conseguenze che quest’ultima può avere. La malattia e la perdita, quindi, non diventano dei segreti di famiglia che, per loro natura, influenzeranno in modo disfunzionale i legami futuri.

Tratto da La psicoterapia del distacco, S. Di Caro.

I genitori possono richiedere un supporto per gestire questo delicato momento. Mi potete contattare.

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