Prima di analizzare in maniera dettagliata che tipo di terapia può essere utile in caso di depressione, è necessario chiarire, per evitare fraintendimenti, che cos’è la depressione. Con questo termine non si indica una sola tipologia di malattia, ma esistono diverse forme depressive, ognuna con delle caratteristiche peculiari:
- Disturbo depressivo maggiore: è una delle forme più gravi. I sintomi sono talmente acuti che interferiscono in maniera significativa con la qualità di vita e con le relazioni della persona e con lo svolgimento delle quotidiane attività.
- Disturbo distimico: i sintomi sono molto simili a quelli della depressione maggiore, ma si presentano in modalità più lieve.
- Disturbo bipolare (o disturbo maniaco-depressivo): è caratterizzato dall’alternarsi di stati depressivi e di stati maniacali.
In generale, i sintomi che caratterizzano la depressione sono molteplici e possono svilupparsi in maniera diversa da persona a persona, alcuni in maniera più accentuata, altri più lieve. I sintomi possono essere raggruppati in alcune macro categorie:
- Sintomi cognitivi: difficoltà a concentrarsi, difficoltà di memoria, ruminazioni, tendenza molto accentuata ad incolparsi;
- Sintomi affettivi: marcata tristezza, perdita di piacere in attività che prima lo producevano e ciò può indurre ritiro sociale e diminuzione del desiderio sessuale;
- Sintomi motivazionali: marcata affaticabilità che porta la persona a sentirsi stanca e a ridurre l’efficienza e lo svolgimento di attività.
- Sintomi comportamentali: perdita/diminuzione o aumento dell’appetito e del sonno, marcato rallentamento psicomotorio o iperattivazione.
- Sintomi fisici: palpitazioni, mal di testa, dolori muscolari o alle ossa.
Per approfondire in maniera più dettagliata i sintomi e la manifestazione della depressione puoi leggere un articolo più completo qui
La terapia sistemico-relazionale per la depressione
Come spiegato in un precedente articolo che puoi consultare qui , l’approccio sistemico-relazionale non si focalizza esclusivamente sul sintomo portato dall’individuo o dalla coppia, bensì sul motivo per cui tale sintomo è insorto, ossia sulla sua storia. Il sintomo viene inteso come un blocco nel ciclo evolutivo della persona, della coppia o della famiglia che non è riuscita a riorganizzare ruoli e funzioni dopo il passaggio ad una nuova fase del ciclo di vita. Il sintomo è, quindi, un segnale che esprime una difficoltà o un malessere rispetto alla crescita. In ottica sistemico-relazionale, la depressione, anche se del singolo, deve essere necessariamente letta all’interno di una cornice familiare. Per esempio, la depressione di un figlio può essere correlata con il suo tentativo di farsi carico di pesi e sofferenze che i genitori tendono a negare. Questo ci fa capire che la depressione non è un disturbo che compare di punto in bianco da un giorno all’altro grazie ad un particolare evento scatenante, ma che ha una sua storia relazionale che deve essere, in sede di terapia, ripercorsa e riletta.
Quindi, un percorso di psicoterapia relazionale, andrà a prendere in considerazione la storia della persona o della coppia, in modo da comprendere il senso che la depressione può aver avuto nella loro storia. Nel momento in cui la persona comprende come mai è insorto questo disturbo, sarà in grado di posizionarsi in maniera più adattiva, evolutiva e funzionale nelle relazioni che lo circondano, familiari in particolare.
Se stai attraversando un periodo di sofferenza o malessere, possiamo parlarne insieme. Ricevo a
- Spinea presso la sede del Centro per la Famiglia in Viale Sanremo 41/a, loc. Villaggio dei Fiori (Ve)
- Marcon presso Istituto Veneto di Terapia Familiare in via della stazione 3/5, (Ve)