Il dolore per la separazione non è altro che il dolore per la perdita del legame e per la perdita di un progetto. Si tratta di un dolore fisiologico e necessario che si sperimenta a fronte di una perdita di qualsiasi tipo, reale o simbolica. Con la separazione, infatti, si instaura un processo di lutto, anche se non vi è la morte del partner, ma sostanzialmente, vi è la perdita del legame e della relazione che per lungo tempo ha tenuto insieme la coppia.

Il dolore per la separazione viene sperimentato in modi e tempi diversi sia dal partner che ha subito la decisione, sia da colui che ha lasciato. Molto spesso, si pensa che colui che lascia, la parte attiva, chi prende la decisione, o comunque chi pone il tema all’interno della coppia, soffra meno per la separazione. Invece, la sofferenza e il dolore sono presenti, ma vengono sentiti in un momento antecedente rispetto al partner che invece subisce la decisione. I due processi di elaborazione della perdita del legame, prendono, infatti, avvio in momenti diversi e ciò comporta dei tempi diversi per trattare e dare un senso alla perdita.

Spesso, chi viene lasciato cerca una risposta al perchè sia finito il matrimonio e le risposte razionali o legate ai fatti non placano il senso di disperazione di chi subisce la separazione, poichè, spesso, il senso di sorpresa e di incredulità hanno il sopravvento. La maggior parte delle persone che subiscono la separazione la accolgono come un fulmine a ciel sereno, non se lo sarebbero mai aspettate. Eppure, ci sono sempre dei segnali della separazione e i temi della separazione sono ben conosciuti da entrambi. Nonostante ciò, c’è sempre una sensazione di sbalordimento e di catastrofe inaspettata. In realtà, ciò che è inaspettato e vissuto come catastrofico non è tanto la mancanza del partner (anche ma non solo), ma soprattutto il venir meno del progetto, come conseguenza della rottura del patto (Francini, 2016, 33).

Il patto infranto lascia, in chi subisce la separazione, una mancanza di articolazione sul futuro, vive la disperazione di chi è rimasto incomprensibilmente senza una parte del progetto. Chi subisce la separazione, inoltre, sente mancare quella parte di sé che aveva conosciuto nell’incontro con l’altro e che veniva soddisfatta proprio con quella relazione (Francini, 2016, 33).

D’altra parte, chi si ritrova ad agire la separazione, in primis, vive il senso di colpa di colui che ha osato distruggere qualcosa di “sacro” e vive il dolore di causare una sofferenza ad una persona che, comunque, ha amato.

In entrambe le situazioni, il dolore per la separazione dura fintanto che ognuno rimane nell’impossibilità di riconoscere ciò che si è preso e ciò che si è dato in una relazione. Questo impedisce di crescere ed evolvere e, quindi, di chiudere un capitolo ed aprirne un altro. Infatti, il dolore per la separazione diminuirà quando ognuno dei due partner avrà preso consapevolezza dei motivi reali che l’hanno determinata e si rende conto di quanto, personalmente, ha contribuito a provocare il fallimento dell’unione. Il dolore per la separazione passa nel momento in cui si arriva alla fase del divorzio psichico, ossia quando la persona separata ritrova una progettualità individuale mantenendo viva la fiducia nel legame (Cigoli), ossia la possibilità di reinvestire nelle relazioni.

All’interno di un contesto terapeutico va lasciato spazio alla sofferenza e al dolore. In una prima fase non è ragionevole e possibile collegare subito il presente con il passato. Bisogna “stare” in quella sofferenza che non deve essere subito guarita. Bisogna prima comprendere il senso del dolore inconsolabile, poi collegarlo alle dinamiche di coppia.

Tratto da Il dolore del divorzio, G. Francini

Se stai attraversando una fase di sofferenza a causa di una separazione, un percorso di supporto può aiutare a superare il dolore per la separazione, Ricevo a: