La relazione tra genitori e figlio adolescente è molto delicata. L’ingresso del figlio in adolescenza costituisce un evento che pone tutta la famiglia di fronte ad alcune difficoltà e, quindi, mette a dura prova le sue capacità adattive e di cambiamento. Il processo di crescita e separazione riguarda infatti, sia l’adolescente che i suoi genitori. Il buon esito della fase adolescenziale dipende molto da come sono state affrontate le fasi del ciclo di vita precedenti. Se i genitori sono riusciti a costruire un fronte comune nell’esercizio della funzione genitoriale, a livello educativo ed affettivo, e, soprattutto a tenere separato il sottosistema coniugale da quello genitoriale, riusciranno ad affrontare con successo, insieme al figlio adolescente, questa fase del ciclo di vita.
Il processo di separazione individuale
La famiglia dell’adolescente è messa di fronte al difficile compito di conciliare la stabilità della famiglia con la tendenza all’autonomia del figlio. Il compito dell’adolescente è infatti quello di separarsi dalla famiglia per creare una propria identità separata. Questo accade attraverso il processo di separazione-individuazione. I genitori devono aiutare e favorire questo processo del figlio. Qualora falliscano, il rischio maggiore è rappresentato dall’incapacità dell’adolescente di sviluppare un’identità adulta e ben definita, rischiando di crearne una caratterizzata da confusione riguardo a regole e modelli di identificazione. Nel momento in cui processo di separazione-individuazione non ha un esito evolutivo si possono creare due situazioni che non permettono all’adolescente di compiere il suo percorso:
- se c’è un’eccessiva accettazione da parte dell’adolescente dei modelli genitoriali, senza una rielaborazione personale l’adolescente rimane bloccato in questa fase. Difficilmente riuscirà a raggiungere quella successiva, ossia del giovane adulto.
- se c’è un rifiuto eccessivo dei modelli, l’adolescente può avere difficoltà di svincolo e una paura eccessiva di staccarsi dal nucleo familiare
Il difficile compito dei genitori
I genitori devono, quindi, raggiungere un equilibrio tra la capacità di promuovere lo svincolo e l’essere una base sicura per il figlio. Questo vuol dire che devono essere in grado di contenere le oscillazioni del figlio tra movimenti di esplorazione del mondo e ritorno alla famiglia, intesa come “nido sicuro”. Non è però sempre facile per i genitori assecondare i movimenti di individuazione del figlio senza sentirsi messi da parte. La buona riuscita di questo processo dipende, anche, da come i genitori hanno elaborato gli eventi relativi al proprio processo di separazione-individuazione rispetto alle loro famiglie d’origine.
Per concludere, si può ritenere che non ci si può separare se prima non si è appartenuti; appartenere significa sentirsi parte della cultura familiare, che ha accompagnato l’adolescente nel suo processo di svincolo.
Se, come genitore, stai attraversando la fase dell’adolescenza del figlio e vuoi essere sostenuto, contattami per fissare un appuntamento. Ricevo a
- Spinea presso la sede del Centro per la Famiglia in Viale Sanremo 41/a, loc. Villaggio dei Fiori (Ve).
- Marcon presso Istituto Veneto di Terapia Familiare in via della stazione 3/5, (Ve)