La sofferenza passa, non passa l’esperienza di aver sofferto
S. Freud
L’elaborazione del lutto non è uno stato definito, ma è un processo e come tale ha un tempo soggettivo e comporta dei cambiamenti nella persona a livello cognitivo, corporeo , comportamentale e relazionale. Il processo di elaborazione del lutto ha inizio nel momento in cui accade un fatto reale di decesso oppure quando la persona ha la percezione della perdita di un qualcosa a cui era legata; in questo caso di parla di lutto simbolico.
Le fasi dell’elaborazione del lutto
Prima di arrivare al termine del processo, è importante sottolineare quali sono le fasi, normali e fisiologiche, che ogni persona deve sentire e attraversare, affinchè non si incorra in un lutto patologico, cronicizzato o deviato.
- RIFIUTO: è la reazione di difesa rispetto ad una perdita, per difenderci dalla sofferenza questa viene negata e con essa l’accaduto. A livello emotivo è come se vi fosse una sorta di apatia, un’assenza di reazione
- RABBIA: viene provata nei confronti di sé stessi, della persona deceduta, della vita in generale. In questo momento si tende a dare la colpa a qualcuno ritenuto responsabile di ciò che è accaduto. La colpa è anche auto-riferita se ci si sente responsabili di non aver fatto tutto il possibile per evitare l’accaduto. La fase della rabbia è fisiologica e necessaria. Uno dei rischi maggiori è la possibilità di rimanere bloccati in questa seconda fase.
- DISPERAZIONE: subentra quando la rabbia scende e ci si rende conto dell’inesorabilità dell’accaduto; il dolore e la tristezza sono le emozioni più vive, talvolta vengono percepite anche a livello somatico.
- ACCETTAZIONE E RIORGANIZZAZIONE: il dolore per la perdita rimane, ma la persona riesce anche a reinvestire nella vita. Ritornano gli interessi per le relazioni e l’idea di una nuova progettualità. La persona cara non viene dimenticata, ma si riesce a dare un senso alla perdita, alternando momenti di tristezza, che si riescono a tollerare, e attimi di felicità nel ricordare la persona.
Si può ritenere che una persona abbia compito il processo di elaborazione del lutto quando le emozioni collegate alle fasi sopra esposte – rabbia, dolore, amore– coesistono l’ una accanto all’ altra, senza che una di esse sia predominante. Quando la persona sente che queste emozioni possono essere tollerate, che si alternano in maniera omogenea, allora il suo processo elaborativo sta volgendo al termine. Nel caso in cui, si rimanga bloccati nella fase della rabbia o del dolore, può nascere un lutto patologico.
Fattori protettivi per l’elaborazione del lutto
Nel processo di elaborazione del lutto è coinvolto l’individuo e la famiglia. Vi sono alcune condizioni che favoriscono un processo positivo ed evolutivo.
- ogni membro della famiglia deve avere la possibilità di esprimere la rabbia e la tristezza in modo personale, non esiste uno stile simile che accomuna tutti
- non si deve creare un segreto familiare e il tabu rispetto ad una morte che non si può nominare
- il lutto attuale non deve fungere da attivatore di lutti pregressi, la trasmissione transgenerazionale del lutto è indicatore di lutti irrisolti o non elaborati che vengono depositati nelle generazioni successive.
- non deve essere messa in atto la parentificazione, un processo attraverso cui un membro della famiglia prende il posto della persona defunta.
Un altro elemento che caratterizza in modo positivo l’elaborazione del lutto è la possibilità, per la persona, di narrare e ricordare la persona deceduta, avvenimenti e sensazioni vissute insieme a lei. Il ricordo sollecita la narrazione e narrando si ricorda. Una memoria con dei ricordi da narrare è una memoria sana. Nel lutto complicato o traumatico questa capacità è deficitaria o assente.
Tratto da Trasformazione dei legami nel lutto, webinar ITFB-Tullia Toscani
Se come individuo o come famiglia avete subito una perdita, un percorso di supporto psicologico può essere utile per evitare la cronicizzazione di sentimenti di rabbia o dolore. Ricevo a:
- Spinea presso la sede del Centro per la Famiglia in Viale Sanremo 41/a, loc. Villaggio dei Fiori (Ve)
- Marcon presso Istituto Veneto di Terapia Familiare in Viale della Stazione 3/5, (Ve)