La relazione terapeutica non deve essere un’educata conversazione o una chiacchiera da salotto, ma deve avere il carattere dell’immediatezza: il terapeuta non deve mai mentire, né cercare di compiacere o impressionare. Deve restare se stesso, il che significa che deve aver lavorato con se stesso.

Erich Fromm

Gli obiettivi della prima consulenza

Il primo appuntamento viene definito consulenza, sia nel caso in cui è alla base di un percorso di sostegno psicologico che di psicoterapia. Nella prima consulenza, sia che si tratti di un appuntamento individuale, di coppia o famigliare, la persona, i partner o i genitori sono invitati a presentare la difficoltà, il malessere o la crisi che stanno attraversando, inserendola in un quadro temporale più ampio, ossia spiegando da quando è insorta e il decorso che ha avuto. La prima consulenza serve, quindi, per mettere a fuoco la tematica presentata e per comprendere quali possono essere gli obiettivi del percorso. Il mio compito, come professionista, è quello di aiutare la persona o i partner a dare un senso alla sofferenza, condividendo insieme delle ipotesi rispetto all’insorgenza del malessere o dalla crisi.

Nella prima consulenza è necessario capire e condividere se sia sufficiente un percorso individuale o se sia più utile coinvolgere il partner, nel caso di una dinamica di coppia, l’altro genitore o il nucleo famigliare allargato, nel caso di sofferenza di un figlio.

Alla fine della prima consultazione viene, quindi, definita la cadenza degli incontri e i soggetti che vi prenderanno parte.

Se alla fine della prima consultazione gli elementi emersi non sono ancora sufficiente per definire alcuni aspetti sopra esposti, mi riservo la possibilità di richiedere un altro paio di appuntamenti di consultazione, prima che possa essere avviato un percorso.

Gli obiettivi della prima consulenza di coppia

Nel caso di una consulenza di supporto psicologico di coppia ognuno dei due partner avrà la possibilità di spiegare il suo punto di vista e il suo vissuto rispetto alla crisi di coppia. Rispetto ad un percorso di coppia sarà assolutamente fondamentale chiarire se i partner vogliano essere supportati nel processo di separazione o se abbiano il desiderio di lavorare per un rilancio della relazione. Il percorso potrà prendere avvio solo se entrambi i partner sono concordi sull’obiettivo.

Gli obiettivi della prima consulenza familiare

Nel caso di una consulenza familiare o genitoriale ogni membro della famiglia avrà la possibilità di riportare le sue preoccupazioni o ipotesi rispetto al malessere del figlio, che sia un bambino o un adolescente, e alle dinamiche relazionali presenti nel sistema familiare.

Rispetto ad una consultazione, solo, con i genitori sarà da comprendere se, quando e in che forma sarà necessario incontrare il figlio ed eventuali fratelli/sorelle. Questo dipende, prevalentemente, dall’età del bambino e dalla sintomatologia o difficoltà a suo carico.

In primis… la relazione

Rispetto al primo appuntamento è assolutamente comprensibile che la persona possa avere delle resistenze e delle difficoltà nell’aprirsi e nel raccontare la sua storia. Ognuno sarà, quindi, libero di presentarsi nella maniera e con i tempi che più lo facciano sentire sereno. Il professionista, infatti, nonostante abbia il compito di sostenere e aiutare chi si trova in difficoltà, è pur sempre un estraneo e si può confrontare, anche, con persone che hanno bisogno di maggior tempo per raccontarsi. Ognuno sarà, quindi, rispettato nella sua unicità. Del resto, nessun percorso di sostegno psicologico o di psicoterapia, può prendere avvio se alla base non si crea una relazione di fiducia e alleanza reciproca.

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